Easy Peasy Lemon Squeezy

Ci sono momenti nella vita che uno deve affrontare l’ inevitabile. I mostri, le paure. Le ansie. Le mamme che riescono ogni giorno a sfornare torte e preparare  pranzi e cene di quattro portate tutte rigorosamente con ingredienti fatti a casa. Io mando Fede all’asilo quasi sempre col solito yogurt, frutta e biscotti d’infanzia. Ogni giorno gli do un bacino, ma l’augurio di buon divertimento mi si congela in gola mentre osservo gli zainetti degli altri, pieni di focacce, pizzette e fette di torte a sette strati. Capite da soli, lui con il suo muller e banana.. “poraccio”.

Ogni tanto però mi faccio furba e preparo un plum cake alla ricotta da facilità esorbitante, oltre che buono e “sano”. Tagliato a fette, la meta la congelo. La fetta scongelata il giorno prima va a finire nel portamerende con Spiderman e fa felice mio figlio che ha preso da mamma l’ossessione per i dolci.

Plum cake (anche se senza “plum” in vista, lo so, battuta facile) alla ricotta è un dolce che mi piace molto, non è troppo zuccherato e quindi adattissimo anche per la colazione.

Plum cake alla ricotta ovvero “Easy peasy lemon squeezy”

300 g di farina

300g di zucchero

300g di ricotta

3 uova

Scorza di un limone

16 g (3 e ½ cucchiaio) di polvere lievitante

4 mosse

1. In una ciotola lavorate la ricotta con lo zucchero finché otterrete un composto cremoso (io uso la forchetta).

2. Unite i tuorli, la scorza di limone, farina e polvere lievitante.

3. Montate gli albumi e amalgamateli al composto (l’impasto sarà molto denso, in caso potete aggiungere un po’ di succo di limone).

4. Versate il composto nello stampo e cuocete il dolce per circa 40 minuti in forno già caldo a 180°C.

    

 

Inquadriamo latitudine e longitudine

Continua la rivoluzione iconica. No, non parlo di politica. In perenne ritardo sto metabolizzando ancora gli Oscar. Parlo di quadri e quadretti.

Il mio primo ricordo è di una parete a cui era attaccata la mia culla, la carta da parati ruvida, di color caffelatte con piccole macchioline crema, che formavano sagome sfuggenti. Mi ricordo un piccolo quadro di Cappuccetto Rosso con i collant bianchi, fiori in una mano e cesto nell’altra davanti al letto dove giaceva un lupo con la cuffia da notte e sguardo melancolico e vissuto, un quadro che tra l’altro accompagnava mio padre nella sua infanzia..ci dicono che ci assomigliamo tanto..non vorrei saltare a conclusioni, ma…

A parte gli scherzi, penso che è davvero importante circondare un bimbo con le cose belle, scelte con coscienza e stimolanti. Federico è già un ometto, appassionato alle avventure dei pompieri, pirati e cavalieri.  Ho deciso di creare dei quadri un po’ più seri. L’ispirazione l’ho trovato su internet. Si, signore, oggi usiamo le mappe! Dove’è il vostro cuore? Una parte del mio è qui:  54°21′26″N 18°38′40”E

  

P.S. Ho vista la cerimonia Oscar solo ieri. Dei film nominati nell’ 80% dei casi ne ho solo sentito parlare, (perché, why, dlaczego, purquoi,  non ci sono  cinema per mamme, con un piccolo asilo nido e baby sitter o almeno  sale con un fasciatoio e volume “umano”?). Comunque, vogliamo parlare dei look, Naomi Watts era semplicemente bellissima! Ecco qua.

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FAKT 116 – “Certain frogs can come back to live when thawed. Humans do not.”

Quante volte una soluzione temporanea ci tortura con il suo aspetto precario per anni e anni. Nell’frattempo il cemento si indurisce, le viti si perdono, le istruzioni ingialliscono. Una di queste sistemazioni riguardava la cameretta dei bimbi. Niente di grave, anzi per molti, presumo, una stupidaggine insignificante. I quadretti. Con il topo. Gernomino Stilton. Creati dalla sottoscritta con delle pagine di un libro in omaggio allegato al giornale (ma che tristezza) circa tre anni fa, giusto perché mancava tempo per un’idea più ricercata. Ebbene fino a ieri i quadretti stavano la, appesi, silenziosi come..un topo. Mi rendo conto che possono anche piacere, ma a me ormai non più, oh no, no. Dichiaro la settimana di quadri fai da te ufficialmente inaugurata!

Visto che per tormentarmi ancora di più ho comprato altre cornici e cornicette con tanto di mensola, c’è tanta carne al fuoco.  Oggi vi presento la prima tecnica che possiamo chiamare, noi a cui piace dare un titolo adeguato a tutto, “Con le pezze al..quadro”. La regola della vita nr 357 recita, “guardare sempre due volte la cosa prima di buttarla” (chi conosce Harvie Krumpet con le sue” Fakts of Life” sa che cosa intendo). Così ho fatto con i vestiti slavati, macchiati e allargati dei bimbi da cui ho ritagliato le applicazioni.

Voilà!

 

Proiezione come meccanismo di.. spasso

Che fine settimana, di tutti colori. Venerdì nero in sfumature dal nero che ti senti dentro alle notizie che una persona che conoscevi bene se ne andato per sempre al nero della notte lunga ed pensante. Sabato mattina bianco, la neve ha coperto i dubbi e mi ha pacificato l’anima. Non entro nei particolari, non servono, tutti ci sentiamo così ogni tanto. In questi momenti mi torna in mente una frase detta dal mio professore “stai tranquilla il tempo stesso porta alle decisioni, non li affrettare”. Questo piccolo insegnamento, un consiglio dato con semplicità si è rivelato utile e vero un infinita di volte anche adesso. ..come d’altronde un aperitivo e un sacco di risate con gli amici, che non guasta mai, anzi rinforza l’effetto di ritorno in se stessi  😉

Il resto del weekend si è svolto somewhere over the rainbow, per quanto ci siamo divertiti. La sera tiravo fuori un acricco senza la quale la mia infanzia non sarebbe stata la stessa. Il piccolo proiettore dei film catapultato dagli anni 80 in era di Ipod, cinema 3D, dove un bimbo di tre anni è più veloce di te con la touch screen (!).  Funzionante ed emozionante! Sarò tenerona emotiva ma sono delle serate indimenticabili. Abbiamo una collezione di 60 pellicole tutte con i sottotitoli in polacco, purtroppo non sono riuscita a recuperare i filmini in italiano..se sapete dove si possono trovare, acquistare, lasciatemi qualche dritta! Vi auguro una settimana piena di colori… caldi.

 

 

Una questione scottante

Chi visita la pagina facebook del mio blog sa che Domenica scorsa ho approfittato della rassegna gratuita online di film documentari di Agnès Varda. Tra tutti i film che ho visto  “Women Reply: Our Body, Our sex” con un forte messaggio femminista mi ha impressionato di più. In qualche modo mi è ritornato in mente quando ho letto le reazioni sulla vittoria dell’avvocato di Masterchef.

imagesNon mi dispiace affatto che abbia vinto Tiziana Stefanelli, mi dispiace invece, che negli articoli riguardanti la finale come questo,  d’altronde ben scritto e retoricamente impeccabile, prevale un anacronistico atteggiamento misogino, ho l’impressione che il discorso mediatico  non sopporta la figura di donna guerriera, capace di controllare le emozioni, tenere a bada lo stress e di infischiarsi delle critiche e cattiverie dei rivali. Sono convinta che è stata premiata non solo la determinazione e la capacità di portare avanti una strategia (malgrado cartellino giallo per l’Oilgate) ma soprattutto la passione per il cibo e l’apertura mentale (lei è stata la persona che in realtà ha imparato di più ascoltando ed applicando gli consigli dei chef). Trattandosi di gara Tiziana è stata al gioco diventando da settimana in settimana  un’ottima stratega. Abituati a vedere le donzelle in difficoltà, come nei libri di Jane Austen, che giocano solo due carte, quelle di vittimismo e bellezza, ci dimentichiamo che molto prima le Amazzoni facevano a pezzi gli avversari e sì, che il seno gli faceva vincere, o meglio, la sua mancanza… E voi, che ne pensate?