Cinefilosofia

Se pensate che Blande Runner è un film profondamente filosofico che parla della precarietà della esistenza e fa le domande sulla essenza della umanità e se Fight Club insieme con Il sesto senso sono stati per voi i film importanti a cui avete dedicato una riflessione in più, e se, infine, Il mondo di Sofia vi ha colpito per il suo modo di parlare di filosofia limpido e leggero allora vi presento un libro che parla di filosofia attraverso il cinema.
Cinefilosofia è un libro scritto da Ollivier Pourriol, docente, romanziere e saggista. Il suo approccio para accademico insieme con la scelta dei titoli (oltre già citati si parla tra l’altro di American Beauty, Highlander, Matrix, Forrest Gump, una trentina di film in totale) agevola la lettura. Trovo la sua scelta di due grandi filosofi Cartesio e Spinoza come pilastri portanti per il suo discorso interessante anche se questo scontro di titani spalmato su 400 pagine in effetti può risultare a tratti monotono.
Mi sono segnata tanti passaggi interessanti e a seguito della lettura ho rivisto alcune scene  della trilogia Matrix (ho anche dei bellissimi ricordi legati a questo film..quindi è stata anche un’esperienza per certi versi sentimentale…) e ho rivisto American Beauty, un film che non amo molto, però che adesso capisco di più.
Ho scelto per il mio quaderno di letture tre citazioni, ma credetemi il libro abbonda di passaggi interessanti.

Pensare significa pensare contro. Eterna lotta della volontà contro la forza di inerzia del corpo. Il corpo ha sempre vinto in partenza, se la volontà non crede alle proprie opportunità. Se non si vuole, non si pensa mai.

Non sostengo che il cinema si riduca a incarnare delle idee, sarebbe un approccio misero e riduttivo. (…) Vedere un film significa fare un’esperienza fisica, ma priva di rischi. Significa fare un’esperienza, per così dire, astratta. Voglio dire che il cinema permette non semplicemente di rappresentare un’idea in maniera esemplificativa, ma, cosa assai più sconcertante e profonda, di fare un’esperienza di un’idea. Per esempio, “Fight Club” ci spinge ad andare in fondo (…) a immaginare dove condurrebbe l’associazione di due cose di natura contraria in un medesimo soggetto : sperimentiamo questa contraddizione interna distruttiva senza doverne pagare il prezzo.

La lentezza:questo è il segreto dell’allenamento. (…) dopo che si è superato il limite fisiologico, ogni ulteriore sforzo è controproducente e distruttivo. (…) lavorare il giusto. E’ così che si guadagna in essere, che si sviluppa la propria potenza. Non forzando come stupidi. (…) L’apologia dello sforzo è una reazione da schiavo. (…) Un allenamento riuscito si basa su principi opposti: misura, riposo e qualcosa che non è presente in “Forrest Gump”: il pensiero. 

 

Il cinema ci pone le domande, propone i dibattiti, porta sullo schermo le paure e presenta l’analisi della nostra condizione. Amo il cinema. Dalla scrittura di Pourriol si capisce che anche lui ci va matto.

Ollivier Pourriol, Cinefilosofia. I grandi filosofi spiegati attraverso il cinema, Istituto Geografico De Agostino, Novara 2009, pp.383, prezzo copertina: Eur 18,00

N.B. Su amazon.it ho pagato  Eur 3,90 (!)

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6 commenti

  1. La lentezza:questo è il segreto dell’allenamento.

    Sai cosa…questo mi fa pensare ai tempi di noi sardi.
    Tempo fa quando si andava a lavorare nella costa smeralda o si emigrava in altre regioni…dicevano che noi siam lenti.
    Lenti nei movimenti.
    Mi spiego.
    Un mio amico è andato a lavorare in un bar a Torino.
    Nel giro di una settimana venne licenziato perchè lento.
    Cioè anzichè servire il caffè in due secondi, due…lo serviva al banco in quattro min….e questo non andava perchè la clientela aveva fretta. Magari dopo preso il caffè s’intratteneva fuori del bar però…intanto…
    Tutti avevano fretta capito?
    Il mondo va in fretta e chi si ferma è perduto….
    Chi va lento pare che abbia perso.
    Però chi va lento si gode di più la vita.
    Non si dice che gli attimi sono importanti?

    Bel post. grazie

    buona domenica
    .marta

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    • Gli attimi sono vitali.
      Grazie per il racconto. La fretta ci sta staccando dalla materia della vita, cioè il tempo, acceleriamo per non sentirlo…siamo così ingenui..
      Un bacio Marta e ti auguro una bellissima settimana 🙂

      Rispondi
  2. ho avuto uno shock quando ho visto American Beauty. Ci sono film che ci toccano nel profondo perchè sono una risposta esterna a qualcosa che ci appartiene nel profondo. A me quel film ha segnato un periodo fondamentale e sicuramente dato una spinta ad un cambiamento epocale.

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    • Interessante, mi verrebbe da chiedere di più, ma capisco che si tratta di cose intime.
      Mi riccordo bene il vuoto e la sensazione difficile da descrivere che ha provocato in me Jim Jarmusch con Stranger Than Paradise. Pourriol ha ragione il cinema come i libri ci fa vivere moltissime esperienze, che sono impensabili per quelli che rifiutano finzione confondendo finzione con bugia.

      Rispondi

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