L’amore fa rinascere

Ieri ho letto un articolo che mi ha fatto scoprire la realtà di cui non sospettavo l’esistenza. Un mondo a dir poco intrigante e allo stesso tempo, a mio avviso, abbastanza inquietante.

Una permessa: generalmente adotto il “metodo Pasolini”, che appena catturato da un idea comprava una montagna di libri sul soggetto e dopo aversi fatto una scorpacciata di conoscenza lo abbandonava soddisfatto, perciò quando una cosa mi interessa cerco di approfondire subito con una immersione totale per 1. Non dover tornare sul tema 2. Elaborare la propria opinione 3. Dar sfogo alla mia natura compulsiva.

Non vi tengo più sulle spille, oggi parlo del mondo dei reborns.

Reborn è una bambola iperrealistica, nel maggior numero dei casi,  un neonato. Il mio primo pensiero era di  incredulità che le donne potessero comprare delle bambole con tanto di corredo  (ciucci con i magneti, pannolini, vestitini e giocatoli)  e addirittura allestire nelle proprie case una cameretta per loro. Come sempre in queste situazioni uno tira l’altro, e le “mamme” decidono spesso di avere più “figli” arrivando a cinque e anche più. Si tratta di donne molto diverse tra loro, alcune sono single in carriera, alcune hanno una famiglia grande e alcune avendo perso i loro figli si rivolgono alle artiste del lattice che grazie ai video e foto riescono a ricreare un bambola dai tratti uguali ad un bimbo vero.

You Tube è pieno di filmini e si possono trovare tantissime foto online, se vi interessa. La mia reazione era “ma, che cavolo, è raccapricciante”, ma man mano che ascoltavo a questo che dicevano le “mamme” ho cominciato a capire che hanno semplicemente bisogno di poter amare, di ritrovare la tranquillità e tenerezza e lo fanno tenendo in braccio la bambola, spesso anche bruttina, che sentono loro, che è stata concepita dalla necessità di realizzare il sogno di maternità, in più, si tratta di maternità perfetta, dove il bimbo è sempre buono, non piange, non sporca e… non cresce. Alla conclusione penso che è una forma di terapia, ma veramente non saprei dire i suoi effetti.

Avete pensato come alcune cose che sentiamo, leggiamo per caso, creano dei collegamenti interessanti? Due giorni fa ho rivisto “A.I.-Intelligenza artificiale” di Spielberg, che pone delle domande interessanti sullo sviluppo tecnologico e la possibilità di creare umanoidi. Che vi devo dire, piango ogni volta. Il bisogno di amare e di essere amati mi emoziona profondamente.

Tornando ai bambini vivi, che sporcano, urlano e crescono, Alessandro settimana prossima compie un anno. Un anno che ha portato grandi cambiamenti, un po’ di ansie, nuove amicizie e più che altro tantissima gioia e rinascita proprio grazie ai bimbi. Parlo spesso di felicità, ma come ogni persona, ogni tanto mi piace buttarmi nella desolazione più assoluta, beh, con due marmocchi la tristezza non regge, esaurimento sì, stanchezza, anche cronica, ma essere tristi con due paia di occhioni cosi che ti guardano con tutta la fiducia e l’amore del mondo?

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Qualche settimana fa siamo stati in un ristorante cinese, le bacchette me le sono portate a casa (lo so, non è un comportamento molto elegante, ci conviverò comunque..) avevo in mente di utilizzarle per i piccoli gadget che useremo per le foto del compleanno.

Ed eccoli qua!

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7 commenti

  1. lemiestraneidee

     /  15/03/2013

    🙂 sono come te … Anch’io quando qualcosa mi incuriosisce mi informo all’inverosimile :-)… Tempo fa’ ho scoperto anch’io le reborn e un pensierino ammetto di averlo fatto su queste bellissime ma troppo realistiche bambole… Visto che sei esploratrice del web e curiosa come me 🙂 ti segnalo queste bambole costosissime che vanno di moda ora : le ‘ball jointed doll’ di iple house … Sono inquietanti ma bellissime! (Www.iplehouse.net). Le conosci?? Se nkn le conosci le devi vedere assolutamente… e devi vedere i video di chi le riceve a casa dopo averle acquistate!! Bacio 🙂

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    • Io non prendo pace se non indago nel profondo 😉
      Caspita sì che fa impressione!

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  2. Mamma mia! È davvero raccapricciante! La mia idea è che le donne siano fatte per amare, per accogliere. Ma francamente meglio un gatto di una bambola. Ed hai ragionissima: stanche ma felici 🙂

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    • Non tutte le donne, allora dico è meglio che si prendono cura di una bambola piuttosto che far soffrire i bimbi spesso maltrattati al livello fisico e psicologico ma conciati nello stesso tempo come una bambola..

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  3. E se si trattasse dell’ennesimo risvolto delle nostre menti malate? Non sono pessimista. Nemmeno ottimista, cerco di capire al di là della banalità di ciò che appare. Questa umanità è infelice, ha scambiato l’esterno, il sociale, il collettivo per la realtà e si rapporta con ciò che sta intorno attribuendogli molta più importanza e potere su di sè di quanta importanza e potere dia a sè stessa. Dai film alle religioni, dalle canzoni ai romanzi, dai programmi televisivi agli articoli di gossip, tutto spinge per farci credere che “felicità” sia avere qualcuno da amare e che ti ama, che “passione” sia prendersi cura di qualcuno e soffire (e/o gioire) per lui e per causa sua… C’è da stupirsi se ogni tanto qualcuno ammazza il partner per gelosia? C’è da stupirsi se nel mezzo di un matrimonio ci scappa l’avventura con l’amante? C’è da stupirsi se chi, per una qualsiasi ragione non trovando nessuno a cui affidare la responsabilità della sua felicità, si procura un feticcio, un surrogato, un idolo? Dio sta passando di moda, gli dei pagani hanno già abbandonato la quotidianità degli uomini moderni, attori famosi e divi della canzone ormai sono pubblicamente sviscerati in tutti i loro pregi e difetti dai media…e allora a chi dò il mio “amore”, di chi mi posso fidare, chi non mi tradirà mai, a chi delegherò il compito di farmi felice? Ed ecco che la risposta più stupida diventa l’unica accettabile. Ci trovo molto poco romanticismo nell’adottare un pezzo di plastica a forma di bambino e molta patologia. L’ennesimo anestetico, dopo l’alcol, la droga, il sesso, per esorcizzare la paura della solitudine e la convinzione di non meritare l’amore di qualcuno..no anzi! Di non meritare l’amore di sè stessi…
    pa

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    • Capisco la tua posizione, ma penso che al livello etico siamo evoluti tantissimo, pensa solo che era quasi ovvio ancora 100/150 anni fa per gli uomini di avere un amante e figli fuori dal matrimonio..e pensa solo a servitù, le signore che per loro figli compravano una bimba o un bimbo di colore come se fosse un cagnolino, per compagnia..trovo comunque che la tua analisi è azzeccata e che prima di qualunque altra cosa uno dovrebbe imparare amare se stesso.
      Grazie e buona settimana 🙂

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