Letture oscure

I miei genitori mi hanno iscritta in biblioteca per gli adulti quando avevo 12 anni. Prima frequentavo la sezione per i ragazzi, ma a un certo punto mi sentivo pronta di affrontare la letteratura “adulta”. Tutti, comprese le carissime bibliotecarie, mi hanno lasciato libera scelta..così ho scoperto una letteratura raffinata e ricercata, ma anche quella pessima e pop. Divoravo tutto. Conrad finiva nello mio zaino accanto Jackie Collins, Bellow accarezzava Danielle Steel, e poi..e poi..ho scoperto letture da brividi, Koontz, Masterton, Guy N. Smith e Stephen King, per nominare i miei preferiti. A 14 anni sapevo tutti i possibili sviluppi delle storie d’orrore. Ho approfondito leggendo Lovecraft e Poe, Strobl e Mary Shelly. Sono seguite tante, tantissime serate di film d’orrore. Un genere che sia in letteratura che in cinema mi affascina molto. Essendo “poligenerica” e quindi leggendo e guardando cose molto diverse, subisco il fenomeno di sovradosaggio e in conseguenza l’abbandono di alcuni temi anche per lunghi periodi non sentendone troppa mancanza. Pero! Ultimamente sono tornata (dopo una pausa di almeno 5 anni!) al genere d’orrore (sara il merito di Uomo Nero..mmm… chissà …) Leggo e guardo con più ansia e consapevolezza le storie di paura, ma trovo un perverso piacere nel proprio spavento..

Qui dovrei fare una permessa prima di continuare. Il quaderno di letture è stato vergognosamente dimenticato dalla sottoscritta per troppo tempo! Ci siamo posti degli obbiettivi, la nazione ci guarda, aspetta e pone fiducia nelle nostre possibilità! …..vabbè..comunque ecco il secondo libro che inserisco nel quaderno di letture…

 

“La lanterna del diavolo. Cinema e possessione” di Michel De Certeau. L’autore, gesuita, era studioso della mistica secentesca, dei fenomeni culturali contemporanei, si è occupato da vicino anche della “possessione” in diversi studi, tra cui dedicando anche lo scritto “Tre film”, la parte più interessante del libro, dove parla di “I Diavoli” di Ken Russel, “Il diavolo probabilmente” di Robert Bresson e “L’esorcista II” di John Boorman. Certeau è sintetico che è una cosa buona ma purtroppo non dice cose nuove, non rivela i significati nascosti, la sua riflessione si ferma dove in realtà dovrebbe ripartire con forza, competenza e fantasia. Comunque ci sono passaggi interessanti  come questo dedicato a “L’esorcista”

Boorman ha anche voluto mostrare che l’anti-scienza poteva farsi strada proprio grazie agli stessi metodi scientifici. La tecnica ipnotica diventa così, nelle mani della dottoressa Tuskin, il mezzo col quale un progresso psicoterapeutico sfocia nel suo contrario, permettendo la comparsa di ciò che gli sfugge.

Il libro valeva la pena leggere anche se fosse solo per questa citazione:

L’essenza di uno spazio simbolico, in cui possano esprimersi lo smarrimento dell’immaginazione e gli esili degli spiriti in regioni non “sorvegliate” dalla scienza, crea queste apparizioni diaboliche del fantasma ai margini e nelle crepe del sistema disciplinare. Se i segni di un’altra dimensione dell’esperienza umana si sono trasformati in demoni, ciò è avvenuto perché il lavoro della ragione ha assunto una forma dogmatica, totalitaria e, alla fin fine, irrespirabile.

Michel De Certeau, “La lanterna del diavolo. Cinema e possessione”, Edizioni Medusa, 2002, traduzione Maria Elisabetta Craveri, pp.59 Eur 6,90

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6 commenti

  1. Mi piace molto leggere, ma questa letteratura noir non è proprio il mio genere.

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  2. La devi smettere di colpevolizzarmi per le tue “fantasie oscure”! 😉
    il libro di De Certeau l’ho letto e devo dire che ne hai fatto un’analisi azzeccatissima.
    Un morso sul collo

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  3. Mi incuriosisce il libro! Ora sono curioso di leggerlo! E poi il genere lo apprezzo molto! Grazie per questi consigli 🙂

    Devo ammettere che tra gli autori che hai citato, con uno ho un rapporto un po’ conflittuale: Lovecraft. Amo le sue idee, ma ho letto “Alle Montagne della follia” e non ce la facevo più, l’ho trovato solamente tedioso e alla fine un po’ inconcludente!

    Un saluto!

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    • Prego Andrea 🙂 Il libro offre alcuni spunti per una discussione più approfondita, ma i film che cita sono davvero classici. Capisco le tue perplessità riguardanti Lovecraft. Io lo vedo un po’ come Tolkien del genere horror. Le sue creazioni sono totali, cioè comprendono tutto e richiedono altrettanto dal lettore. Il mio preferito “dei vecchi tempi” rimane Poe per il suo romanticismo, eleganza e idee. Saluti 🙂

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