“Summer will end soon enough, and childhood as well.” ― George R.R. Martin, A Game of Thrones

61670_431500263570176_1257414618_nSe volete ringraziare qualcuno per il fatto che scrivo poco, che ho i minuti contati per riflettere, programmare e realizzare i contenuti del mio blog, beh..ci sarebbe il sistema scolastico che allegramente conclude le sue attività a fine giugno. I marmocchi a casa… TUTTO il giorno.. Datemi  il tempo necessario per la decompressione..e appena ritrovato il ritmo dei pisolini&merendine, etc. ricomincerò con diversi temi che letteralmente non vedo l’ora di condividere con voi.

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Cookie monsters

Per me questi biscotti sanno di casa. Mia mamma me li portava sempre in una scatola di latta quando studiavo fuori casa.  Sono semplici e creano dipendenza, i bambini li adorano perché il loro gusto è naturale, il colore invitante e le forme giocosi. Buoni e tradizionali biscotti al burro. Come da materiale documentario allegato a casa nostra nessun dolcetto si salva ed ero costretta di nascondere (per modo di dire) la scatola di biscotti sopra i mobili. Davvero commuovente, è proprio figlio di sua madre…

Biscotti “Me want cookie!”

Ingredienti:

200 g farina

150 g burro

100 g zucchero a velo

2 tuorli

Ho raddoppiato tutti gli ingredienti ottenendo incirca 100 biscotti…ieri…che oggi sono.. ehmm..finiti.. ok, no comment please.

4 mosse:

  1. Lavorate la farina setacciata con il burro tagliato a pezzi.
  2. Aggiungete zucchero a velo e tuorli e impastate bene.
  3. Stendete l’impasto e tagliate le forme.
  4. Infornate i biscotti per 10/15 minuti in un forno a 180 °C.

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L’aria di vacanza sa di limone

Ancora un po’ indeboliti dalla settimana piovosa e le cure antibiotiche ci siamo avventurati fino alla costa per goderci l’aria di mare e farci un’idea sulla soluzione vacanze che da noi è sempre una specie di raffazzonata, visto che non sappiamo mai di preciso come siamo messi con il lavoro, risorse economiche e voglia di fare.  Abbiamo trovato un posticino, dialogato con il proprietario portandolo sulla strada della ragione considerevolmente abbassando il prezzo e finalmente prenotato..dopodiché l’occhio ci è caduto su una struttura molto più bella, più organizzata, più tutto questo che stavamo cercando..a seguito si sono registrati i rimpianti, rimproveri e rimorsi.  Alla fine ci è voluta la scomoda telefonata al primo posto e così un bungalow di legno dei sogni è nostro, fra una settimana si parte per 7 giorni di stress, poca igiene e acquisti sconsiderati  (tipo una bottiglia d’acqua a 4 eur, un ennesimo secchiello, etc.). Non vedo l’ora 🙂

P.S. Non avete certe volte  l’impressione che la realtà ha bisogno di un soundtrack,  per esempio..

I wonder how
I wonder why
Yesterday you told me ‘bout the blue blue sky

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And all that I can see is just a yellow lemon-tree

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Il sedere del re e altre storie pungenti

Cosi felicemente rasserenati siamo entrati nel periodo di lunghe serate autunnali. Ci dedichiamo alla lettura, contemplazione della condizione umana e consumo sfrenato del cioccolato caldo e dei fazzoletti di carta, perché, visto la stagione, siamo raffreddati in tre. Tachipirina è la nostra signora.
Oggi vi presento quattro libri che abbiamo scoperto con Federico e che sono entrate con furore nella lista “mamma, stasera leggiamo…”. Domani invece vi vorrei parlare di un libro che mi ha fatto compagnia in due notti insonni (bimbi con la febbre raramente soffrono in silenzio..).

Tornando ai titoli per piccini. Max Velthuijs è un autore molto interessante, le sue storie raccontano le situazioni critiche , l’esperienza di passaggio tra ingenuità e coscienza. Conoscevamo già “Ranocchio e il merlo” la storia di un primo incontro con la morte, questa volta “Ranocchio è un ranocchio”  (bohem press) parla di presa di conoscenza dei propri limiti e del fatto che siamo tutti unici. “Il sedere del re” di Raquel Saiz e Evelyn Daviddi (Logos) è una storia buffa, un giorno il re si trova un ago conficcato nel suo didietro reale ma nessuno si sente abbastanza all’altezza per aiutarlo. “Nestore” di Quentin Greban (La Margherita Edizioni) insegna di non giudicare dall’apparenza, invece “Orso panda” di Marco Furlotti (Acco Editore), personalmente non mio favorito, ma piace a Fede, racconta come un orso polare grazie alla sua voglia, determinazione e amicizie è diventato un orso panda.

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L’insostenibile complicatezza dell’essere

Tutto è complicato.  Le strade a senso unico ti portano in Portogallo prima che arrivi sul piazzale imboscato dell’ ufficio comunale, sui documenti manca sempre una firma, o un numero e dopo una tappa in profumeria scopri che il rossetto che amavi così tanto non verrà  più prodotto, MAI.  Niente è semplice. Ogni cosa richiede il suo tempo.

Tutto è complicato perché anche noi siamo complicati, ci manca sempre qualcosa, e i cambiamenti  anche piccoli ci lasciano di stucco.  Quando cominciamo ad essere complicati, capiamo che niente è semplice. Succede presto, troppo presto. A practical example? Ho voluto cambiare la disposizione dei giochi e del tavolino con le sedie dei ragazzi, per farli giocare liberamente, e stare insieme a disegnare..al ritorno dall’asilo Federico vedendo i cambiamenti è uscito di se..pianti, urla “mamma, non era così!”  e “rimetti subito tutto in ordine!”.  Mi è dispiaciuto per la sua disperazione, con calma spiegavo il motivo dei cambiamenti. Dopo un’oretta giocava tranquillo, pienamente appacificato..come succede alla fine a tutti noi.

La piccola Irene invece vive ancora all’interno del suo mondo governato dalla coppia reale:  sonno-pappa.

Vi volevo far vedere alcune foto che ho fatto nel giorno del suo battesimo (per la privacy bla, bla, bla, sta di fatto che non posso far vedere le facce dei genitori e familiari..)

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P.S. Si prega a chi sta la su, di smettere di buttare l’acqua a secchi. Ridateci il sole!!