L’aria di vacanza sa di limone

Ancora un po’ indeboliti dalla settimana piovosa e le cure antibiotiche ci siamo avventurati fino alla costa per goderci l’aria di mare e farci un’idea sulla soluzione vacanze che da noi è sempre una specie di raffazzonata, visto che non sappiamo mai di preciso come siamo messi con il lavoro, risorse economiche e voglia di fare.  Abbiamo trovato un posticino, dialogato con il proprietario portandolo sulla strada della ragione considerevolmente abbassando il prezzo e finalmente prenotato..dopodiché l’occhio ci è caduto su una struttura molto più bella, più organizzata, più tutto questo che stavamo cercando..a seguito si sono registrati i rimpianti, rimproveri e rimorsi.  Alla fine ci è voluta la scomoda telefonata al primo posto e così un bungalow di legno dei sogni è nostro, fra una settimana si parte per 7 giorni di stress, poca igiene e acquisti sconsiderati  (tipo una bottiglia d’acqua a 4 eur, un ennesimo secchiello, etc.). Non vedo l’ora 🙂

P.S. Non avete certe volte  l’impressione che la realtà ha bisogno di un soundtrack,  per esempio..

I wonder how
I wonder why
Yesterday you told me ‘bout the blue blue sky

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And all that I can see is just a yellow lemon-tree

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Una questione scottante

Chi visita la pagina facebook del mio blog sa che Domenica scorsa ho approfittato della rassegna gratuita online di film documentari di Agnès Varda. Tra tutti i film che ho visto  “Women Reply: Our Body, Our sex” con un forte messaggio femminista mi ha impressionato di più. In qualche modo mi è ritornato in mente quando ho letto le reazioni sulla vittoria dell’avvocato di Masterchef.

imagesNon mi dispiace affatto che abbia vinto Tiziana Stefanelli, mi dispiace invece, che negli articoli riguardanti la finale come questo,  d’altronde ben scritto e retoricamente impeccabile, prevale un anacronistico atteggiamento misogino, ho l’impressione che il discorso mediatico  non sopporta la figura di donna guerriera, capace di controllare le emozioni, tenere a bada lo stress e di infischiarsi delle critiche e cattiverie dei rivali. Sono convinta che è stata premiata non solo la determinazione e la capacità di portare avanti una strategia (malgrado cartellino giallo per l’Oilgate) ma soprattutto la passione per il cibo e l’apertura mentale (lei è stata la persona che in realtà ha imparato di più ascoltando ed applicando gli consigli dei chef). Trattandosi di gara Tiziana è stata al gioco diventando da settimana in settimana  un’ottima stratega. Abituati a vedere le donzelle in difficoltà, come nei libri di Jane Austen, che giocano solo due carte, quelle di vittimismo e bellezza, ci dimentichiamo che molto prima le Amazzoni facevano a pezzi gli avversari e sì, che il seno gli faceva vincere, o meglio, la sua mancanza… E voi, che ne pensate?