Hit the road flapjack, but come back for more, for more…

Ray Charles era un genio.  I flapjacks, ovvero i pancakes, sono geniali. Pasolini..si sa.. . In più, quest’ultimo ha girato “La ricotta”, uno dei miei film preferiti. Ragazzi se 1+1 fa ancora 2, eccoci qua con una ricetta geniale. Pancakes alla ricotta.

Ingredienti:

250 g ricotta

0,5 bicchiere latte (125ml)

2 uova

sale

1 cucchiaino di polvere lievitante

100 g farina

2 cucchiaini di burro

4 mosse:

1. Mescolate per bene ricotta, tuorli, sale e latte

2. Montate i bianchi d’uovo.

3. Aggiungere farina e polvere lievitante setacciati al composto di ricotta. Mescolare.

4.  Aggiungere delicatamente i bianchi d’uovo montati al composto.  Versate una cucchiaiata  di preparato in una pentolina anti aderente unta con una noce di burro.  Lasciate cuocere per alcuni minuti e girate quindi il pancake per farlo cuocere dall’altro lato.

Servite a scelta con: marmellata, frutta fresca, frutta sciroppata, miele, sciroppo, zucchero a velo, nutella, etc.

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L’amore fa rinascere

Ieri ho letto un articolo che mi ha fatto scoprire la realtà di cui non sospettavo l’esistenza. Un mondo a dir poco intrigante e allo stesso tempo, a mio avviso, abbastanza inquietante.

Una permessa: generalmente adotto il “metodo Pasolini”, che appena catturato da un idea comprava una montagna di libri sul soggetto e dopo aversi fatto una scorpacciata di conoscenza lo abbandonava soddisfatto, perciò quando una cosa mi interessa cerco di approfondire subito con una immersione totale per 1. Non dover tornare sul tema 2. Elaborare la propria opinione 3. Dar sfogo alla mia natura compulsiva.

Non vi tengo più sulle spille, oggi parlo del mondo dei reborns.

Reborn è una bambola iperrealistica, nel maggior numero dei casi,  un neonato. Il mio primo pensiero era di  incredulità che le donne potessero comprare delle bambole con tanto di corredo  (ciucci con i magneti, pannolini, vestitini e giocatoli)  e addirittura allestire nelle proprie case una cameretta per loro. Come sempre in queste situazioni uno tira l’altro, e le “mamme” decidono spesso di avere più “figli” arrivando a cinque e anche più. Si tratta di donne molto diverse tra loro, alcune sono single in carriera, alcune hanno una famiglia grande e alcune avendo perso i loro figli si rivolgono alle artiste del lattice che grazie ai video e foto riescono a ricreare un bambola dai tratti uguali ad un bimbo vero.

You Tube è pieno di filmini e si possono trovare tantissime foto online, se vi interessa. La mia reazione era “ma, che cavolo, è raccapricciante”, ma man mano che ascoltavo a questo che dicevano le “mamme” ho cominciato a capire che hanno semplicemente bisogno di poter amare, di ritrovare la tranquillità e tenerezza e lo fanno tenendo in braccio la bambola, spesso anche bruttina, che sentono loro, che è stata concepita dalla necessità di realizzare il sogno di maternità, in più, si tratta di maternità perfetta, dove il bimbo è sempre buono, non piange, non sporca e… non cresce. Alla conclusione penso che è una forma di terapia, ma veramente non saprei dire i suoi effetti.

Avete pensato come alcune cose che sentiamo, leggiamo per caso, creano dei collegamenti interessanti? Due giorni fa ho rivisto “A.I.-Intelligenza artificiale” di Spielberg, che pone delle domande interessanti sullo sviluppo tecnologico e la possibilità di creare umanoidi. Che vi devo dire, piango ogni volta. Il bisogno di amare e di essere amati mi emoziona profondamente.

Tornando ai bambini vivi, che sporcano, urlano e crescono, Alessandro settimana prossima compie un anno. Un anno che ha portato grandi cambiamenti, un po’ di ansie, nuove amicizie e più che altro tantissima gioia e rinascita proprio grazie ai bimbi. Parlo spesso di felicità, ma come ogni persona, ogni tanto mi piace buttarmi nella desolazione più assoluta, beh, con due marmocchi la tristezza non regge, esaurimento sì, stanchezza, anche cronica, ma essere tristi con due paia di occhioni cosi che ti guardano con tutta la fiducia e l’amore del mondo?

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Qualche settimana fa siamo stati in un ristorante cinese, le bacchette me le sono portate a casa (lo so, non è un comportamento molto elegante, ci conviverò comunque..) avevo in mente di utilizzarle per i piccoli gadget che useremo per le foto del compleanno.

Ed eccoli qua!

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